Intervista con Attilio Rubino, Maestro FIT del CT Gaeta

Maestro, sei un istituzione per tutti noi! Ci piacerebbe saperne un po’ di più su di te. Come è nata la passione per il tennis e quando hai compreso di poterne fare una vera e propria professione?

Prima di tutto vorrei esordire dichiarando che la vera istituzione è il Circolo Tennis Gaeta e non io. Sono diventato giocatore e poi maestro raggiungendo traguardi importanti grazie ad una struttura ed alle persone che vivono della passione di questo Circolo. Ho iniziato a giocare a tennis per caso all’età di 10 anni. Avevo problemi di salute( allergia alla polvere e la parietaria), il naturale aerosol marino che si respirava sui campi da gioco rendeva più semplice la pratica di questo straordinario sport. Da giocatore a maestro il passo è stato breve in quanto la mia formazione professionale è iniziata con il frequentare l’ISEF e poi tutti i corsi che la Federazione ha organizzato per la formazione dei maestri.

Sfogliando il tuo album dei ricordi, quali sono i momenti più belli passati al Circolo?

Di momenti indimenticabili ce ne sono tanti: da giocatore 3 finali raggiunte durante l’annuale Torneo Open (una quasi vinta) del CT Gaeta, riconoscimenti per la qualificazioni di Paciello e  Colaguari ai campionati italiani con più di un circolo blasonato che chiedeva di poter tesserare i nostri atleti per il loro team. E poi i campionati a squadre con la promozione in serie D/1 e l’incontro con Antonio Spicciariello che ci ha permesso di entrare, con i nostri ragazzi, per la prima volta in serie C.

 

Adesso c’è da curare anche una prima squadra che ha raggiunto la storica promozione in serie C, quali sono le principali differenze con l’allenare invece le giovani speranze? C’è una preferenza tra le due per te?

Allenare bambini è come riuscire ad educarli ad una disciplina sportiva non di facile acquisizione. Tecnica e sviluppo delle capacità fisiche e mentali sono la priorità. Con l’agonista già quasi del tutto formato le dinamiche di allenamento si spostano di più verso l’aspetto mentale e tattico. Direi che mi trovo abbastanza bene in entrambi i ruoli e non ho alcuna preferenza.

Cosa fai per tenerti sempre aggiornato sulle ultime tecniche/modalità di lavoro per i tuoi allievi?

L’informazione e l’aggiornamento sono la base di un buon insegnamento e sia io che Davide seguiamo tutti i corsi e gli stage che la Federazione organizza periodicamente. Durante queste ore formative abbiamo modo di confrontarci con Maestri e tecnici FIT provenienti da tutta la regione e cogliere le migliori attività o “best practice” da poter mettere in pratica nel CT Gaeta.

Quale è il tuo sogno del cassetto che ancora non si è realizzato?

Il Circolo Tennis Gaeta ha bisogno della sua  meritata consacrazione dopo i circa cinquant’anni di attività svolta. Il mio sogno e di contribuire con il mio lavoro e la mia dedizione a far raggiungere questo obiettivo al Circolo nel più breve tempo possibile.