Intervista con Davide Leboffe, Istruttore e giocatore del CT Gaeta

1- Da quanto tempo giochi a tennis e come è nata questa passione?
Ho iniziato a giocare a tennis all’età di 10 anni quasi per caso, infatti la mia prima iscrizione al circolo è stata dovuta alla presenza dei miei fratelli che già praticavano questo sport, con il passare del tempo loro hanno smesso ed io ho continuato con i corsi sempre sotto la guida del M° Attilio. Ogni mese che passava mi appassionavo sempre più ed ho iniziato a seguire i tornei in televisione ammirando un giocatore in particolare, ovvero Lleyton Hewitt, il quale all’epoca era numero 1 del tennis mondiale.

2- Oltre ad essere un giocatore, hai voluto intraprendere anche l’attività di istruttore. Come mai? Ci spieghi anche che tipo di formazione hai dovuto effettuare presso la FIT?
E’ iniziato tutto all’età di 18 anni, quando in Estate mi occupavo del mantenimento dei campi in terra e dei tornei sociali estivi, in quel periodo ho iniziato l’attività come palleggiatore estivo e finita la stagione sono venuto a conoscenza di un corso di formazione di base della FIT, al quale ho partecipato successivamente. La formazione della FIT, la quale ho seguito durante tutti questi anni, consisteva in un primo corso di istruttore di primo grado, svolto a Roma dove ho acquisito le basi dell’insegnamento; successivamente dopo diversi anni ho partecipato ad un corso di istruttore di secondo grado, più impegnativo, che iniziava a porre le basi per un vero e proprio lavoro. Nel corso dello scorso anno sono riuscito a entrare in graduatoria nazionale, chiusa a 50 istruttori, nel Corso di Formazione per Maestro Nazionale della durata di due anni. Tale corso che sto svolgendo attualmente, è particolarmente interessante perché riguarda tematiche del tennis di altissimo livello. Alla fine di questo corso acquisirò l’importante qualifica di Maestro Nazionale FIT equiparato a Tecnico Europeo di terzo livello.

3- Come giocatore hai vissuto un momento sicuramente indimenticabile, la storica promozione in Serie C. Ricordi e sensazioni di quei momenti.
Sicuramente uno dei momenti tennistici più emozionanti, ma ancora più indimenticabile che rimarrà per sempre nella testa è l’incredibile ed insperata promozione in Serie D1. Il motivo? Perché due anni fa nessuno credeva nella forza della nostra squadra formata da soli ragazzi e amici (Emiliano, Luca e Lorenzo) di Gaeta, cresciuti insieme e sempre nello stesso circolo; la vittoria finale è arrivata a Roma contro un circolo importantissimo come il Villa Aurelia, al tiebreak del terzo set, nel doppio giocato da me e Luca, per 15-13 con ben sei match point annullati. Indimenticabile la sensazione dell’ultima mia seconda di servizio e dell’ultima volee giocata da Luca per chiudere quella partita estenuante. Un ricordo particolare di quel giorno è l’ingresso negli spogliatoi immensi del circolo romano dopo la vittoria, che apparivano così immensi che quasi faceva sembrare tutta la giornata come un sogno. La seconda promozione in due anni, quella storica per la Serie C, è stata bella ma non emozionante come la prima. Sensazioni e ricordi che rimarranno per sempre nel cuore.

4- Entriamo un po’ nel tecnico, quale è il tuo colpo migliore e perché? Come sei riuscito a costruirlo nel tempo?
Il mio colpo preferito è il Diritto, dove riesco a costruire gioco e concludere molti punti. Questo colpo mi dà stabilità al mio gioco e, fin da quando ho iniziato a giocare, mi è risultato sempre più naturale degli altri. Nel tempo, ho dovuto sviluppare questo colpo anche in base a schemi tattici da utilizzare durante le partite e contestualmente ho dovuto anche modificare alcuni elementi di questo colpo che lo facevano risultare più leggibile all’avversario.

5- Tutti noi abbiamo dei sogni e delle ambizioni nella vita. Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Innanzitutto, spero di concludere nel migliore dei modi il mio corso di formazione da Maestro Nazionale, in seguito spero di viaggiare per andare a scoprire le varie metodologie che si sviluppano nella varie parti dell’Europa, e un sogno sarebbe anche di viaggiare in un paese importantissimo per il Tennis, come l’Australia. Come ultimo sogno spero un giorno di riuscire ad organizzare personalmente una Scuola Tennis di alto livello e far crescere ragazzi nel rispetto delle regole tennistiche e di vita comune.