Intervista con Paolo Angeletti, storico socio fondatore del Circolo Tennis Gaeta

Paolo, la prima domanda che viene da farti, ma come è nata la tua passione per il tennis?

 

Era la fine degli anni 40’, nel post guerra, e con gli amici dell’epoca ci recavamo vicino all’area della vetreria dove esisteva un primordiale campo da tennis. Ci divertivamo a trovare le palline da tennis che venivano perse da coloro che praticavano il tennis che erano dei veri e propri pionieri nella nostra città. Grazie alle palline ritrovate, allestivamo presso l’allora Arena Roma un mini campo da tennis. Con una fila di sedie realizzavamo la rete mentre la nostra racchetta era un manico di scopa al quale attaccavamo un foglio di compensato della forma dell’attuale piatto corde. Era un tennis artigianale! Nascevano delle sfide fantastiche tra di noi ma soprattutto ci divertivamo con molto poco. Questo è stato il mio vero inizio: tutto è cominciato da una pallina di tennis.

Immagino che negli anni successivi tu sia arrivato a giocare finalmente su dei veri e propri campi da tennis…

 

Sebbene cominciai da giovanissimo a lavorare, rientrato a Gaeta dopo i lunghi viaggi in mare, le mie ferie le passavo a giocare a tennis con gli amici e come tutti gli altri normalmente ci recavamo a giocare a Formia. Erano gli anni 60’ e ricordo ancora oggi quei momenti. Il mio partner era Tommasino Viola che di nascosto dalla propria famiglia veniva a giocare con me. Allora la concezione che lo sport togliesse tempo allo studio era molto forte quindi per lui ogni volta bisogna cercare degli escamotage. Tra l’altro ricordo che non faceva lavare la sua divisa da gioco alla madre per evitare di essere scoperto, quindi potete immaginare l’odore di quegli indumenti ogni volta che entrava nella mia macchina! Una sofferenza quel tragitto fino a Formia!

Raccontaci di quei momenti della costruzione del Circolo. La tua esperienza, i tuoi ricordi

 

Grande entusiasmo, coesione, e voglia di realizzare qualcosa di importante per la città. Questi erano i sentimenti che si respiravano in quei giorni e la fatica non si faceva sentire. Fu in quei giorni un lavoro di team eccezionale dove tutti noi, insieme ai tecnici dei lavori, abbiamo posto le fondamenta dell’attuale Circolo Tennis Gaeta. Molti hanno contribuito ed un ricordo particolare va a Piero Simeone, che ci aiutò con un camion a portar via dall’area i grandi massi presenti. L’impegno fisico ma anche economico non fu da poco soprattutto per coloro che non lavoravano. Infatti mi piace evidenziare come le famiglie Santella, Scalesse, Esposito, Valente e Uttaro sposarono il progetto aiutando i propri figli contribuendo economicamente al nascita del Circolo e alla riqualificazione dell’intera area cittadina. Avevano individuato nel Circolo Tennis, nonostante ne sapessero molto poco di questo sport, un luogo dove i loro figli avrebbero potuto vivere una sana socialità.

Paolo, quale valore vorresti restasse nell’attuale Circolo Tennis di oggi?

 

Credo che l’attuale Circolo Tennis debba continuare ad andare avanti nel tempo senza mai dimenticare le sue origini e i primi pionieri che hanno contribuito fattivamente alla realizzazione di questo progetto. L’attuale organizzazione deve mirare al miglioramento del servizio offerto a tutti i frequentatori e al raggiungimento di risultati agonistici di alto livello ma non dovrà mai far prevalere forme di opportunismo e utilitarismo. Lo spirito di coesione tra tutti dovrà essere l’arma in più per il raggiungimento di nuovi e sfidanti obiettivo. Un po’ come eravamo riusciti a fare 50 anni fa nel nostro piccolo!