Davide Leboffe racconta il suo percorso per diventare Maestro

Davide ci piace ripercorrere con te l’estate appena trascorsa durante la quale hai conseguito il titolo di Maestro FIT. Parlaci del corso, in che cosa è consistito?

Il corso da Maestro Nazionale è un corso della durata di due anni molto articolato. Questo corso è successivo a quello da istruttore e per entrare in graduatoria occorre avere molti requisiti, come prova di gioco (effettuata prima del corso), classifica FIT idonea, possesso di lauree, partecipazioni a simposi ed anni di esperienza da istruttore di 2°livello. Nel primo di questi due anni ho svolto due settimane di lezione in aula su materie scientifiche come psicologia, preparazione fisica, prevenzione agli infortuni ecc, successivamente quattro settimane di lezioni tecniche alternando aula e campo di gioco, con relativi esami a fine di ogni settimana. Durante il secondo anno ho effettuato gli esami inerenti alle materie scientifiche a Maggio, successivamente il tirocinio formativo presso il Centro Estivo FIT di Castel di Sangro, ed infine gli esami finali pratici, scritti e orali a Novembre.

Come passavate le vostre intere giornate?

Le giornate durante il corso teorico e pratico si passavano in aula ad ascoltare le lezioni e, a volte, in campo per mettere in pratica gli insegnamenti; nel Centro Estivo di Castel di Sangro invece, la maggior parte del giorno si trascorreva sul campo con gli allievi, la sera invece si programmava l’attività didattica del giorno successivo. Un duro lavoro ma molto interessante e che ha lasciato in me gioia e sensazioni indimenticabili.

Immagino che sia stato anche un occasione per conoscere anche gli altri futuri maestri e i tecnici federali?

Certo, ho conosciuto tanti ragazzi come me che hanno effettuato il corso, e ho stretto numerose amicizie che tutt’oggi coltivo felicemente. Per sei settimane con molti di loro si è passato tutto il giorno e si riusciva sempre a divertirsi pur lavorando al massimo.

Adesso è il momento di aiutare i mini atleti del CT Gaeta a crescere. Cosa ti aspetti da tutti loro?

Speriamo innanzitutto di riuscire a farli divertire insegnando questo bellissimo sport, oltre al divertimento ci sarà molto lavoro sul campo che porterà ognuno ad una crescita sia sportiva che personale, e spero di riuscire a togliermi alcune soddisfazioni con molti di loro.