Da Fiesole a Gaeta: Piero Berrettini racconta la sua vita

Proseguiamo le interviste per la rubrica “L’angolo del socio” per conoscere più da vicino i frequentatori del Circolo Tennis Gaeta. In una giornata invernale gradevole, abbiamo avuto il piacere di incontrare Piero Berrettini, un fiorentino doc ormai da tempo adottato dalla città di Gaeta.

Piero, innanzitutto grazie per la disponibilità. Perché non ci parli un po’ di te e della tua storia personale?

Nato nel 1935 a Fiesole (FI), dopo gli studi cominciai subito a lavorare come zonista presso la Olivetti a Firenze. Era un lavoro che mi piaceva ma che non mi entusiasmava molto quindi, attraverso l’aiuto di un collega/amico Giancarlo Scheggi, che compilò all’insaputa del sottoscritto il modulo di richiesta di lavoro presso la Standa, partecipai ad un concorso indetto dall’azienda al quale parteciparono circa 10.000 candidature. Solo in pochi riuscirono ad entrare e tra questi c’ero io. Era il 1959 e da qui in poi cominciò il mio percorso presso l’azienda con la quale ho lavorato da dipendente fino al 1994 e da consulente fino al 2000. All’interno sono riuscito a fare sempre un salto in avanti migliorando il mio percorso professionale anche durante i cambi di proprietà (Montedison nel 1966 e Fininvest nel 1988), momenti sicuramente molto delicati per un’azienda che tende a conseguire logiche di razionalizzazione e di integrazione.

Quanto è stato complicato e impervio il tuo percorso professionale?

Prima di tutto c’è da dire che il lavoro che ho svolto e che mi ha portato ad essere Direttore di singoli negozi e poi successivamente responsabile di una macro area mi piaceva molto e non mi pesava. Il sacrificio è stato comunque enorme in quanto ho girato l’Italia in lungo e in largo insieme alla famiglia, avendo circa quindici trasferimenti durante la mia carriera lavorativa. E’ stato molto duro anche per i miei figli che durante il periodo scolastico sono stati costretti più volte a cambiare città e quindi anche amicizie fino a che non si è giunti a Roma.

Come hai conosciuto Gaeta?

Cominciai a frequentare Gaeta verso la fine degli anni ottanta per alcuni periodi di villeggiatura ma, esattamente agli inizi degli anni novanta, maturò la decisione di scegliere un luogo dove proseguire con tranquillità la mia vita. Ed esattamente nel 1991, durante uno dei weekend gaetani, entrai nel Circolo Tennis Gaeta per la prima volta e mi posizionai sull’attuale tribuna. Mentre ammiravo la location e osservavo alcuni incontri tra soci, mi arrivò una telefonata che cambiò radicalmente il mio rapporto con la città, avevo finalmente trovato la casa che cercavo. Da li in avanti, sebbene mi trovavo anche lontano da Gaeta per motivi di lavoro, cercavo nel weekend di godermi le bellezze e il clima di questa città. Da quel momento aveva inizio anche la mia frequentazione più assidua del Circolo e dal 2001, insieme alla mia compagna Patrizia, ci trasferimmo da Lecce definitivamente a Gaeta.

Il primo impatto con il tennis?

Il mio sport è sempre stato la pallacanestro e solo successivamente il tennis. Durante il mio periodo passato a Como, conobbi un amico che mi insegnò a giocare a tennis. Andavamo a giocare ai campi da tennis della Pinetina, sede di allenamento dell’Inter. Proprio per questo mi è capitato di palleggiare più volte anche con alcuni giocatori dell’Inter come Corso, Vinicio ed altri ancora. Ero un autodidatta che cercava di migliorare giorno dopo giorno. Passione che ho poi trasferito ai miei figli ed ai nipoti.

Parlando di nipoti, Matteo recentemente ha raggiunto un importante traguardo?

Si, un finale di stagione in crescendo ed ha appena raggiunto la finale dell’ATP Challenger di Andria ed ha fatto davvero un gran torneo. Sono molto contento per lui, ha grandi doti e soprattutto ha grande voglia di arrivare. Ma adesso deve solo pensare a fare il suo, a lavorare sodo e soprattutto a divertirsi. Anche Jacopo ha grandi doti, molto fantasioso, è due anni più piccolo ed anche lui un ottimo prospetto. Dopo esser cresciuti tennisticamente alla Corte dei Conti, oggi sono al Canottieri Aniene che li mette a disposizione una struttura adeguata per poter crescere nel migliore dei modi.

Cosa ti attendi dal CT Gaeta nei prossimi anni?

Si sta per raggiungere un traguardo importante che è quello dei cinquant’anni ma bisogna guardare al futuro e a ciò che si può e si deve migliorare. Senza dubbio negli ultimi anni sono migliorate molte attività ma a mio parere si deve puntare a sviluppare maggiormente la vita associativa all’interno del Circolo, anche al di fuori dell’attività agonistica. Poi bisogna lavorare su e con i giovani, sono loro il nostro futuro e coloro che possono creare il movimento sia tennistico che associativo consentendo il ricambio generazionale.