Rino Taccone sfoglia il suo album dei ricordi nel CT Gaeta

Per la rubrica “l’Angolo del Socio” oggi siamo con Rino Taccone, storico socio e assiduo frequentatore del CT Gaeta che durante l’intervista ci ha mostrato il suo archivio di foto e articoli dedicati al Circolo e alle sue vittorie. Un duro avversario per tutti sul campo, allora ed ancora oggi, all’alba della sua settima decade.

Caro Rino, grazie per aver dedicato del tuo tempo al portale del Circolo, raccontaci come nasce la tua passione per il tennis?

Sono sempre stato fin da giovane molto attivo con gli sport ed il tennis ovviamente è stata una delle mie passioni insieme alla pallamano, sport per il quale siamo stati a Gaeta dei veri e propri precursori dell’intero movimento nazionale. Ritornando però al tennis, ricordo ancora oggi i miei primi palleggi effettuati sul campo dell’Istituto Nautico in terra battuta. A farmi avvicinare sempre di più a questa pratica sportiva affascinante erano stati i miei amici Domenico Spagone e Gino Soccorso. Era il 1966 ed insieme con i soci fondatori del CT Gaeta, seguì da vicino la nascita dei campi di via Annunziata, una struttura allora unica in tutto il sud pontino.

In quei primi anni c’era grande euforia…

Ricordo che c’era grande entusiasmo tra i giovani in città, i nuovi campi avevano dato la possibilità di un ulteriore sviluppo del tennis in città e a livello nazionale muovevano i primi passi i futuri campioni della Coppa Davis del 1976, Panatta, Barazzutti, Bertolucci ed altri ancora. L’Organizzazione dei tornei internazionali e la presenza dei campioni appena citati sui nostri campi era uno stimolo per tutti noi a migliorare. Inoltre stava nascendo anche tra di noi frequentatori del Circolo la volontà di partecipare a tornei a squadre e a tornei in giro per la regione. Ed infatti, oltre a partecipare ai vari tornei, prendevamo parte anche alla Coppa Facchinetti, il campionato a squadre che ci ha visto sfidare i circoli più blasonati come il Parioli, il Canottieri Aniene, Tevere Remo etc. Purtroppo per noi la maggior parte di queste sfide risultavano impari…ma ciò che ricordo con piacere è la creazione di un gruppo di amici che ancora oggi si frequenta all’interno della struttura di via Annunziata e non solo.

Nello sfogliare l’album dei ricordi, vuoi raccontarci qualche aneddoto personale?

Ricordo con una certa emozione la mia vittoria nel Torneo di Gaeta del 1973, vinto contro il marchigiano Pianosi del TC Fano. Quella fu davvero una bella soddisfazione accompagnata da una settimana di ottimo tennis. Una bella impresa per un ragazzo che come tutti noi, era un autodidatta, cresciuto e migliorato attraverso le numerose sfide tra socie e amici. Mi piace inoltre sottolineare che grazie ai buoni risultati ottenuti, molti di noi risultavano classificati. Nel 73’ appartenevo alla III categoria – IV gruppo del Lazio mentre nel 75’ salì al terzo gruppo della stessa categoria.

Ritornando all’attualità, l’anno prossimo si festeggeranno i 50 anni di attività. Quali sono i tuoi suggerimenti per il futuro del circolo?

Beh, sono molto legato a questa struttura, ai tanti amici che la frequentano e sono davvero emozionato per questo importante traguardo. Conosco i sacrifici di tutti e so quanto è stato difficile arrivare fino a qui. Ma il 2017 è solo un momento di passaggio per il Circolo che è ormai parte della storia della nostra città. Mi piace sottolineare come l’attività agonistica e amatoriale in questi ultimi anni si siano nuovamente ravvivate, frutto di iniziative, progetti e partnership che sono alla base dell’associazionismo sportivo. Bisognerà però continuare a migliorarsi sotto tutti i punti di vista, anno dopo anno, attraverso l’ingresso delle nuove generazioni che dovranno portare inevitabilmente nuove idee con il fine di allargare la base soci e frequentatori. Questo ritengo debba essere il mantra del CT Gaeta nei prossimi anni.